In Svizzera, sempre più persone acquistano un’auto elettrica. Per poterla ricaricare a casa e sul posto di lavoro, i proprietari devono preparare per tempo l’infrastruttura di ricarica. Una guida tecnica spiega come affrontare la pianificazione.
Anche nel 2025 gli svizzeri hanno acquistato migliaia di veicoli elettrici. Secondo l’associazione «auto-schweiz», i veicoli elettrici a batteria (BEV) hanno rappresentato il 22,8% delle nuove immatricolazioni, gli ibridi plug-in (PHEV) l’11,2%, mentre i veicoli ibridi (HEV+MHEV) il 35,3%. Tutte le cifre sono leggermente inferiori a quelle del 2024 (si veda il grafico). Le auto con motore a combustione interna tradizionale vengono acquistate sempre meno: il calo è del 20% per i modelli a benzina e addirittura del 30% per quelli diesel. Le auto elettriche ricaricabili (BEV e PHEV) non riescono tuttavia a tenere il passo con il boom dei veicoli ibridi, che ormai rappresentano oltre un terzo delle auto vendute.
Fonte: associazione «auto-schweiz»
In effetti, ci sono ancora alcuni ostacoli da superare affinché i veicoli elettrici possano affermarsi su larga scala sul mercato. Oltre al contesto politico ed economico, ciò riguarda anche l’infrastruttura di ricarica. Quattro veicoli elettrici su cinque, infatti, vengono caricati a casa o sul posto di lavoro, motivo per cui in questi luoghi c’è bisogno di un’infrastruttura adeguata. Per i proprietari di abitazioni che si comprano un’e-auto, l’installazione di una stazione di ricarica non è generalmente un problema. Chi però abita in affitto deve affidarsi alla buona volontà del padrone di casa oppure deve ricaricare la propria auto elettrica sul parcheggio aziendale durante l’orario di lavoro. Molti proprietari di case e datori di lavoro, tuttavia, sono ancora riluttanti a dotare di stazioni di ricarica i propri parcheggi e garage sotterranei.
Ed è un peccato, perché ciò trattiene molte persone dal passare all’elettromobilità. I proprietari immobiliari dovrebbero essere consapevoli che questa possibilità aumenterebbe ulteriormente l’attrattività delle loro proprietà. Secondo uno studio dell’Ufficio federale dell’energia, entro il 2035 i veicoli plug-in potrebbero rappresentare la metà del parco automobili. Alla luce di questo sviluppo, è evidente che la possibilità di ricarica diventerà presto un criterio di scelta per gli inquilini. Inoltre, i lavoratori che dipendono dal loro veicolo per andare a lavorare, vorranno ricaricare la propria e-auto sul posto di lavoro.
Le condizioni quadro per l’infrastruttura di ricarica nel settore privato dovrebbero migliorare in futuro. Nel giugno 2025, dopo il Consiglio nazionale, anche il Consiglio degli Stati ha accolto la mozione «Ricarica delle auto elettriche per locatari e proprietari per piani». Il Consiglio federale è quindi incaricato di elaborare una base legislativa in tal senso, ma potrebbero trascorrere ancora alcuni anni prima dell’entrata in vigore. La legge stabilirà il principio della «non vietabilità» delle stazioni di ricarica. Ciò significa che i proprietari dovranno consentire ai propri inquilini di installare una stazione di ricarica privata. Non è invece previsto alcun obbligo di installazione da parte del proprietario.
Chi desidera predisporre per l’elettromobilità il parcheggio o un garage sotterraneo, non è costretto ad installare una stazione di ricarica dappertutto. Si tratta piuttosto di realizzare un’installazione espandibile di base. Una pubblicazione della Società svizzera degli ingegneri e degli architetti (SIA) funge da guida pratica per proprietari ed esperti del settore immobiliare. Il Quaderno tecnico 2060 della SIA, consiglia una realizzazione a tappe dell’infrastruttura di ricarica. Per le nuove costruzioni e le ristrutturazioni complete si dovrebbero realizzare almeno i livelli di equipaggiamento A e B, ed eventualmente anche i livelli C1 (collegamento fino al posteggio) o C2 (collegamento fino al punto esatto della futura stazione di ricarica).
Grafico: Faktor Verlag, Themenheft Elektromobilität; fonte: SIA
Questa predisposizione connette i parcheggi elettrotecnicamente, in modo che la stazione di ricarica (livello D) possa essere montata in pochi giorni. Così i proprietari e i gestori immobiliari possono reagire rapidamente a una richiesta degli inquilini o dei lavoratori e non devono installare ogni volta una linea di alimentazione separata. Ciò consente di risparmiare, perché bisogna chiamare l’elettricista una sola volta. La stazione di ricarica in sé costa tra i 1000 e i 2000 franchi a seconda delle sue funzioni, ma alcuni fornitori automobilistici la forniscono già con l’acquisto di una vettura elettrica.
La ricarica di veicoli elettrici richiede molta corrente, che, se si vuole viaggiare veramente in modalità CO₂-neutrale, dovrebbe anche provenire da fonti rinnovabili. Per questi motivi, è consigliabile combinare elettromobilità e fotovoltaico (FV). Chi alle stazioni di ricarica situate nel garage abbina dei pannelli FV sul tetto o sulla facciata dell’edificio ottiene un doppio vantaggio. Da un lato, è possibile ricaricare l’e-auto con elettricità autoprodotta e non pagare la corrente della rete elettrica; dall’altro, si aumenta la redditività dell’impianto FV, poiché l’autoconsumo è maggiore e quindi si genera meno elettricità in eccesso. Oggi, infatti, non si guadagna quasi più niente con l’immissione in rete. Gli esperti dovrebbero assolutamente sottolineare questa relazione durante la consulenza dei loro clienti.
Uno dei temi della consulenza è costituito dai sussidi. Molti Cantoni, Comuni e fornitori di energia promuovono con contributi finanziari l’installazione dell’infrastruttura di ricarica e dell’impianto fotovoltaico. Proprietari immobiliari ed esperti del settore trovano rapidamente una panoramica delle offerte sulla piattaforma www.franchienergia.ch. Nella maggior parte dei casi è importante che la domanda per ottenere sussidi sia presentata prima dell’inizio dei lavori.
Esistono metodi più eleganti per caricare la vostra auto elettrica, come una wallbox. Rivolgetevi al vostro elettricista.